STOP AL PROSECCO CONTRAFFATTO: LA REGIONE STANZIA UN MILIONE

19/01/2013 - fonte: tribunatreviso.gelocal.it
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Un milione di euro da Venezia per combattere la contraffazione del vino. L’idea è dell’assessore regionale all’Agricoltura Franco Manzato, che inserirà la somma nel bilancio di previsione 2013 della Regione. Un pool di avvocati sarà a disposizione di chi denuncerà le truffe sui prodotti Doc e Docg. Preoccupano le ultime scoperte vicine e lontane: in Germania un improbabile vino Neosecco, sequestrato dalle autorità teutoniche, a Valdobbiadene un’enoteca che vendeva Cartizze con fondo in bottiglie senza il sigillo di Stato e l’approvazione del Consorzio. I produttori sono sul piede di guerra. L’episodio di Valdobbiadene è stato denunciato allo stesso Manzato. Su quelle bottiglie con etichetta posticcia, vendute in un’enoteca fuori mano ma molto conosciuta, stanno indagando il Consorzio di Tutela Conegliano Valdobbiadene e le autorità competenti. Maximulta e sequestro della merce sono imminenti, ma quanti casi del genere ci saranno ancora da scoprire? «Purtroppo le contraffazioni sono più frequenti negli ambienti che stanno avendo fortuna nonostante il periodo di crisi, come avviene per il mondo del Prosecco» conferma l’assessore Manzato «e non escludo che casi come quello di Valdobbiadene possano ripetersi. L’importante è vigilare. I controlli sono continui, da parte dell’Ispettorato Repressione Frodi e del Consorzio. Ma anche la Regione tiene gli occhi aperti, i produttori possono stare tranquilli». Ecco quindi l’idea che nelle prossime settimane sarà inserita nel bilancio 2013 dell’ente: «Un milione di euro sarà dedicato alla difesa legale dei marchi Doc e Docg. Servono accordi specifici con studi di avvocati, in grado di prestare assistenza a chi si sente defraudato, e fare in modo che i responsabili subiscano le giuste sanzioni amministrative. Sarà un fondo che tutelerà i nostri prodotti in regola. La convenzione varrà sia per il mercato nazionale che per quello internazionale: la battaglia legale si opporrà sia alle bottiglie contraffatte, che alle imitazioni di Prosecco sparse in ogni angolo del mondo». Manzato crede che una misura di questo tipo, oltre che a punire i responsabili, serva come deterrente a chi sta pensando di commercializzare, in proprio, un vino che non rispetta i dettami del Consorzio. Sul caso di Valdobbiadene, i vertici del Consorzio di Tutela Docg preferiscono non commentare, aspettando i risultati delle indagini. L’irregolarità delle bottiglie scoperte è duplice: non solo manca la fascetta con il sigillo dello Stato, garanzia di controlli e qualità, ma si vende esplicitamente “Cartizze col fondo”. Si tratta infatti di una tipologia di vino prodotto in casa non riconosciuta dal Consorzio. Solo una goccia nel mare delle contraffazioni, capaci di muovere ogni anno un mercato nero di parecchi milioni di euro.

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